Omotossicologia

Omotossicologia

‘Prima o poi riuscirò a fondere l’omeopatia con la medicina classica’.
H. Reckeweg (fondatore dell’omotossicologia)
L’omotossicologia nasce nel 1948, quando H. Reckeweg pubblica il suo libro ‘Omotossine e omotossicosi, fondamenti di una sintesi della medicina’. Egli parte dall’idea che l’organismo si trova in un equilibrio di flusso. Ciò che disturba questo equilibrio crea la malattia. L’attenzione di Reckeweg si focalizza sul piano chimico e biochimico e tutte le sostanze che aggrediscono il corpo o che l’organismo crea, ma che non può espellere, sono chiamate omotossine e stanno alla base delle malattie. In principio l’organismo umano così come lo vedeva Reckeweg, lotta per mantenere il suo equilibrio dinamico, che la fisiologia classica chiama omeostasia. Per aiutare il medico omotossicologo, il dottor Reckeweg crea una tavola delle omotossicosi che presenta nelle 6 colonne verticali le sei fasi di progressivo peggioramento del processo patologico, mentre sulle linee orizzontali raggruppa, per apparati e sistemi, le varie patologie. Le sei fasi della reazione dell’organismo all’azione delle omotossine si dividono in due gruppi. Le prime tre a sinistra si chiamano umorali, perché la penetrazione delle omotossine si ferma all’esterno delle cellule, nello spazio ‘umorale’, e perciò sono fasi di reversibilità della malattia. Le altre tre situate alla destra della tavola, si chiamano fasi cellulari, perché le omotossine sono già penetrate nell’interno e i danni sono molto più severi, se non irreversibili.
Esistono forti analogie con la patologia classica della medicina tradizionale, per la quale il danno della cellula è alla base della evoluzione e della reversibilità del processo patologico.
Usando complessi omeopatici mirati a coprire la sintomatologia del tessuto o dell’organo, l’omotossicologia non fa altro che disintossicare l’organismo dalle omotossine, le quali vengono così eliminate in modo naturale.
L’ideale di Reckeweg di trovare una via di intesa fra omeopatia e medicina tradizionale occidentale, sembra avere avuto successo, nel senso che questo approccio è molto più facile ad essere capito da un medico tradizionale, ma in realtà è molto lontano dall’ideale dell’omeopatia.
Il fatto però che si tratti di una terapia sistemica con reali e veloci risultati pratici, ha fatto e fa avvicinare molti medici, che prima erano scettici verso questa tipologia di medicina.