L'Incontro Omeopatico

Come si svolge un’incontro omeopatico.
Un incontro omeopatico necessita tempo: una o due ore per il primo incontro e circa la metà per i seguenti. Durante la prima seduta il paziente viene attentamente osservato ed ascoltato dall’omeopata il quale si interessa dei suoi sintomi, cercando ogni volta di acquisire il maggior numero di dettagli per ogni singolo sintomo, in modo da poter individuare cosa c’è di specifico in quel caso, ma anche di capire la natura della sofferenza più profonda dell’individuo.
Come dicevo prima, l’omeopata può risolvere in vari modi lo stesso caso.
Infatti in omeopatia si sono delineate varie scuole di pensiero, di cui darò qualche esempio:
Gli Unicisti: sono i medici che cercano di risolvere tutto con un singolo rimedio, appunto unico, il quale dovrà coprire la totalità dei sintomi.
I Pluralisti: sono i medici omeopatici che prescrivono vari tipi di rimedi da assumere separatamente nel corso della giornata.
I Complessisti: usano formule complesse per quadri simili, avvicinandosi di più al modo di pensare della medicina tradizionale, allopatica, con la differenza che curano utilizzando rimedi omeopatici.
L’ Unicismo omeopatico è senz’altro un livello molto difficile da raggiungere e dovrebbe essere il traguardo di ogni omeopata. Conoscere tramite l’ascolto profondo e simpatetico, la possibile ‘verità’ individuale, capire dove questa verità si scontra con la verità universale, dando origine a quello che R. Sankaran definisce ‘la falsa percezione della realtà’ è un traguardo molto ambizioso, ma non irraggiungibile. L’omeopata deve non solo essere uno psicologo sensibile, ma deve studiare continuamente, poiché specialmente in questi ultimi anni, l’omeopatia si sta sviluppando con una velocità esponenziale.