Diagnosi

Ma a che cosa serve conoscere tutte queste cose?
In primo luogo, è necessario prendere coscienza che alla base della nostra malattia ci sono i nostri vissuti e non l’azione o l’atteggiamento degli altri. Ciò è essenziale, perché questo significa l’inizio del processo di guarigione. Poi è necessario accettare ‘l’ombra’ che abbiamo scoperto in noi e infine agire per trasformare questa nostra sofferenza interiore in un’opportunità di crescita interiore.
Nell’analisi del significato delle malattie dobbiamo tenere presente tanti criteri. Il processo morboso che sta alla base della malattia ci parla dell’atteggiamento con cui noi viviamo il nostro conflitto interiore. Se si tratta di un’infiammazione, significa che viviamo con rabbia una situazione che non vogliamo accettare, se è un’allergia alla base c’è una ribellione; se si tratta di calcoli, presumibilmente la persona ha delle convinzioni troppo rigide, è inflessibile, oppure ci sono dei pensieri negativi che si sono ‘pietrificati’; uno svenimento è una fuga da una situazione che ci sembra senza uscita; il prurito ci parla dell’esasperazione con cui viviamo la malattia, la nostra impazienza esasperata. etc.
Per capire di più dobbiamo integrare le informazioni legato al significato simbolico dell’organo colpito o della parte del corpo implicata, così come è stato sopra spiegato.
Anche la lateralizzazione dei sintomi ci dice molto, anche se l’interpretazione non è sempre facile. Nei destrimani la lateralità destra è legata all’aspetto femminile (materno), ma solo se la causa è collegata al periodo postnatale. Se l’evento causale si situa prima del parto, la lateralità è invertita. Sempre nei destrimani la lateralità sinistra è legata all’aspetto maschile (paterno) se la causa è postnatale. Nel caso dei mancini, vale il concetto inverso.
Dobbiamo analizzare quali potrebbero essere i vantaggi che tale malattia ci procura. Per esempio potrebbe trattarsi di un desiderio più o meno inconscio di ricevere l’attenzione di qualcuno, oppure di rimandare qualcosa, o anche di riposare, etc.
Un’altra domanda da farci è se la malattia ci impedisce di fare qualcosa. Per esempio: se ci impedisce di fare cose gradevoli, potrebbe trattarsi di un senso di colpa nei confronti del piacere, oppure se ci impedisce di essere autonomi si potrebbe trattare di una dipendenza affettiva.
Infine, è di basilare importanza capire quale lezione porta con sé questa malattia, perché se noi abbiamo colto il suo significato, prendendo le giuste decisioni e mettendole in pratica, la malattia deve risolversi, grazie ai processi di autoguarigione che iniziano a funzionare. Se non si osservano tali miglioramenti, vuol dire che non abbiamo fatto una ricerca abbastanza sincera o profonda ed è raccomandabile cercare un aiuto da chi lo può dare.
Ricordiamoci sempre che siamo nati per essere felici, non per soffrire e che la sofferenza può avere un senso se solo noi vogliamo accettare di vederlo.